Il più grande desalinizzatore ad energia solare nascerà presto in Arabia Saudita
Desalinizzatore ad energia solare
In Arabia Saudita parte la costruzione di un desalinizzatore alimentato da energia solare, capace di produrre fino a 30 mila metri cubi al giorno di acqua potabile e soddisfare il fabbisogno di circa 100 mila abitanti del centro della città di Al Khafji.
Il progetto è stato promosso dalla società IBM con la collaborazione di alcuni ricercatori dell’organizzazione scientifica Kacst (King Abdul Aziz City for Science and Technology) e dell’Università del Texas, i quali hanno pensato di sfruttare l’energia del sole per far funzionare i desalinizzatori, poiché i metodi utilizzati per la dissalazione, come l’osmosi inversa o impianti termici, richiedono grandi quantità di energia e spese elevate.
L’energia sarà prodotta da un impianto solare a concentrazione, costituito da specchi e lenti che riflettono la luce del sole verso le celle fotovoltaiche, studiate per essere molto efficienti. Inoltre è previsto un metodo di raffreddamento innovativo, necessario a limitare la dispersione del calore in eccesso che deriva dalla produzione di corrente elettrica, esso consiste nell’utilizzo di chips in silicone, sotto i quali passa una lega metallica di indio e gallio, la quale permette di concentrare ben 2300 volte l’energia su un dispositivo solare piccolissimo.
Anche il desalinizzatore solare utilizzerà il metodo dell’osmosi inversa, processo che prevede il passaggio dell’acqua marina attraverso una membrana in grado di separare l’acqua dal cloruro di sodio e altri sali, per maggiori approfondimenti sull’osmosi inversa sulle aziende specializzate in tale processo, visitate i seguenti siti web: www.clean-impianti.it, www.osmosi-inversa.com, www.osmosiinversa.com, www.osmosystem.it.
La novità consiste nell’utilizzo di una membrana innovativa, poiché i metodi tradizionali richiedono il consumo di molta energia e le membrane che vengono usate attualmente non sono molto efficienti, in quanto si intasano facilmente con il passaggio di alcuni microrganismi e si deteriorano a causa del cloro.
Il sistema ideato dall’IBM insieme all’Università del Texas, prevede l’utilizzo di un nuovo materiale, si tratta del rame adoperato per modellare i chips dei computer, il quale consente alle membrane di mantenere dei pH alti, in modo da non deteriorarsi con il cloro e filtrare le sostanze nocive; inoltre questo metodo garantisce una pulizia dell’acqua molto efficiente, infatti le membrane sono capaci di eliminare il 99,5 % dei sali dall’acqua, con un notevole risparmio di energia.
Nel processo di dissalazione i principali costi sono dovuti alla produzione di energia elettrica ricavata da combustibili fossili, quindi attraverso l’energia solare, che oggi ha ancora costi elevati, si riuscirà nel tempo ad avere minori spese e soprattutto una riduzione significativa dell’emissioni di gas nell’ambiente.
Poiché in Arabia Saudita, l’acqua potabile si ottiene per la maggior parte dal processo di dissalazione dell’acqua del mare, l’utilizzo di questi nuovi impianti permetterebbe di ridurre notevolmente l’inquinamento prodotto dal Paese, dando un forte contribuito alla diffusione delle energie rinnovabili e alla tutela dell’ambiente.
L’impianto si prevede verrà ultimato nel 2012 e sarà il più grande al mondo, in seguito si pensa già di realizzarne altri in diverse parti dell’Arabia Saudita, infatti tale tecnologia potrebbe risolvere il diffuso problema della mancanza di acqua potabile presente in molti paesi, in quanto richiede costi e consumi energetici minori.
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Autore: Imprese Ambiente
04/02/2010Dissalazione e fonti rinnovabili




