Direttiva efficienza energetica: obiettivo vincolante per l’UE
Direttiva efficienza energetica
Pubblicato il: 23/05/2011
Il risparmio energetico è l’obiettivo chiave della nuova direttiva europea sull’efficienza energetica, che sarà presentata a giugno 2011, ma di cui è disponibile già una bozza.
Vediamo quali sono i suoi punti fondamentali:
- obbligo di un risparmio sulla bolletta del gas e della corrente elettrica di almeno l’1,5%, a cui dovranno adempiere le diverse società di distribuzione di energia e gas;
- obbligo per tutti gli Stati membri di definire schemi per il risparmio energetico, cioè dei piani nazionali per una migliore distribuzione dell’energia;
- impegno delle pubbliche amministrazione di riqualificare dal punto di vista energetico, almeno il 3% dei propri edifici;
- vigilanza e verifica da parte degli Stati dell’UE dell’effettiva messa in atto delle misure di risparmio energetico da parte degli enti pubblici e del loro utilizzo di servizi e prodotti con un alto livello di qualità energetica;
- promozione dei servizi energetici ad alti standard di efficienza, attraverso campagne informative, nuovi modelli contrattuali, informazione su i marchi di qualità esistenti.
L’efficienza energetica è un obiettivo che già l’Unione Europea aveva sostenuto nel 2008 nel "Pacchetto 20-20-20", insieme agli altri due punti fondamentali: riduzione del 20% delle emissioni di gas serra e aumento del 20% del contributo per l’utilizzo di energie rinnovabili. Tali obiettivi dovranno essere attuati entro il 2020, però a differenza delle emissioni di gas nocivi, il risparmio energetico non è obbligatorio, per cui l’UE non ha fatto molto per migliorare la situazione sui consumi energetici. Per questo motivo nasce questa nuova direttiva, per poter entro il 2020 raggiungere anche un buon risparmio energetico e investire su fonti alternative.
La bozza definisce anche strategie che vanno oltre il 2020 e vuole promuovere i settori che si occupano di soluzioni per il risparmio energetico, incentivare le aziende e gli enti pubblici ad adottare misure di efficienza energetica e definire una politica comune per tutti gli Stati dell’UE.
Non mancano già le prime proteste nei confronti della nuova direttiva, soprattutto dalle associazioni ambientaliste, come Amici della Terra, che ritengono che la quota di riduzione dei consumi dell’1,5% sia troppo bassa per potere raggiungere dei risultati positivi per l’ambiente.
Fonte: greenbiz.it
Autore: Imprese Ambiente
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