Recupero di rifiuti

Energia recuperata dai rifiuti

Pubblicato il: 22/04/2010
Energia recuperata dai rifiuti

I rifiuti possono essere definiti come il materiale di scarto prodotto dall’uomo nella continua attività legata alla sua sussistenza e alla produzione dei beni di consumo che gli sono necessari per vivere, da qui l'importanza del recupero di rifiuti.
Tutto ciò che diviene inservibile, inutile e sporco viene scaricato e rimesso nell’ambiente creando seri problemi di carattere logistico ed igienico-sanitario risolvibile con la pratica del recupero di rifiuti..
I rifiuti solidi urbani (RSU) sono quelli domestici che produciamo nelle nostre abitazioni e nelle aree urbanizzate, strade, giardini e sono costituiti da rifiuti organici, scarti alimentari, carta, vetro, plastica e metallo; i rifiuti speciali sono quelli che provengono dalle attività produttive, agricole, industriali, artigianali, sanitarie ed edilizie, catene di lavorazione che utilizzano materiali con sostanze, tossiche, corrosive, irritanti, infiammabili. I rifiuti pericolosi sono quelli che derivano dai trattamenti chimici nell’industria, nella raffinazione del petrolio, nella purificazione del gas, quelli prodotti nella produzioni di vernici e solventi o nello smaltimento di Eternit ed Amianto.

La popolazione italiana produce 29 milioni di tonnellate/anno di RSU, nel mondo del lavoro si producono 80 milioni di tonnellate di rifiuti speciali e 4 milioni di tonnellate di rifiuti pericolosi, il recupero dei rifiuti pericolosi è oggi possibile attuarto con tecniche sofisticate.
Attraverso le azioni di raccolta differenziata e di trattamento selettivo dei rifiuti è possibile attuare il riutilizzo dei materiali, ottenere nuova materia prima e soprattutto produrre energia.
Un valido sistema di recupero di rifiuti è il sistema di incenerimento, che è la procedura oggi utilizzata per smaltire la frazione “secca” dei rifiuti, il materiale è bruciato in un forno con temperature superiori a 1000 °C e con la depurazione dei fumi prodotti dalla combustione permettendo il recupero ottimale dei rifiuti. L’impianto di termovalorizzazione è costituito da una sezione di stoccaggio e selezione dei rifiuti, da un forno, da una caldaia di recupero termico, e da apparecchiature per il controllo delle emissioni. Il calore che si produce nella combustione, può essere riutilizzato per produrre vapore e quindi energia elettrica o calore per il teleriscaldamento urbano.
La depurazione dei fumi si articola in sistemi di filtraggio delle emissioni al camino. I filtri sono composti da un insieme di sezioni caratterizzate per abbattere i singoli inquinanti; attraverso l’uso di reagenti chimici è possibile ottenere nuovi composti separabili e meno nocivi.
Per l’abbattimento delle polveri prodotte dall’incenerimento per il recupero dei rifiuti, che hanno caratteristiche molto varie, sono usati “precipitatori” di polveri con filtri elettrostatici o a maniche
Questi procedimenti sono diventati sempre più efficienti anche perché la normativa in proposito è molto vincolante ma restano ancora molti dubbi sulle particelle (nanopolveri) che sfuggono ai filtri e che possono procurare gravi problemi di inquinamento ambientale.
Sono spesso contrapposti i pareri sugli effetti delle emissioni degli inceneritori sulla salute umana: da una parte si protende a considerare determinante l’incidenza verso patologie cancerogene e tumorali dall’altra  numerosi studi e ricerche  avvalorano senza riserve la sostenibilità ambientale di questi impianti tecnologici editi al recupero di rifiuti.


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