Secondo le stime effettuate per l’anno 2010 dall'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), infatti, oltre il 20% della popolazione globale - ovvero circa 1,4 miliardi di persone - non ha accesso all'energia elettrica. Tra questi, senza dubbio l'Asia meridionale e l’ Africa sub-sahariana risultano essere le regioni maggiormente svantaggiate che presentano percentuali davvero grandi di cittadini che attualmente vivono in contesti davvero sfavorevoli. La mancanza di energia non è però solo importante per una migliore qualità della vita, ma è un prerequisito fondamentale per un sano e forte sviluppo economico mondiale, non localizzato solo in determinate aree della Terra. Nel Rapporto si sostiene così che le tecnologie energetiche rinnovabili, unite a quelle convenzionali, possono effettivamente fornire ai paesi di tutto il mondo una possibilità concreta per soddisfare esigenze e condizioni che attualmente risultano essere pessime. Dei 1,4 miliardi di persone che attualmente non sono collegate alle reti elettriche a livello globale, infatti, circa l’85 % vive in aree rurali, dove le tecnologie energetiche rinnovabili possono essere un mezzo importante per l'approvvigionamento tramite sistemi ad hoc realizzati appositamente per supportare lo sviluppo ed il benessere in queste aree del mondo più svantaggiate. Il fotovoltaico, l’eolico, l’idroelettrico e tutte le fonti rinnovabili già ad oggi forniscono energia a molti territori del mondo e, in futuro, potrebbero farlo sempre più e sempre meglio.