Esperienze di virtuosità in Svezia e Germania
Enti locali ed emissioni
Pubblicato il: 17/12/2009
La United Nations Climate Change Conference COP15 Copenaghen 2009 si avvia alla conclusione e, come d’altronde realistiche autorevoli voci lasciavano presagire fin dai mesi precedenti, le trattative in corso non stanno portando alla stipula di nessun accordo vincolante tra paesi, tanto meno a quello che veniva prospettato come il nuovo protocollo mondiale sul clima in sostituzione del Protocollo di Kyoto in scadenza nel 2012.
Tuttavia città e territori stanno chiedendo da tempo di essere inseriti a pieno titolo nell’ambito delle trattative per contrastare gli effetti del cambiamento climatico attraverso la riduzione delle emissioni di gas climaalteranti. Ciò in virtù del fatto che ormai prevale la linea di pensiero secondo la quale questo problema ambientale può essere contrastato solo con azioni globali ed integrate dal coinvolgimento di tutti i settori e di tutti i livelli di governo del territorio.
Sono ormai anni che in alcune città d’ Europa, le amministrazioni hanno deciso di intraprendere la strada della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico.
L’articolo contiene la descrizione di due quartieri, Hammarby a Stoccolma e Vauban a Friburgo che costituiscono esempio di parti di città quasi interamente autosufficienti sotto il profilo dell’approvvigionamento energetico tramite l’uso di un discreto mix di fonti rinnovabili nonché esempio di pianificazione in grado di concepire rilevanti modelli di mobilità sostenibile.
Hammarby (Stoccolma)
Situato a 20 minuti di autobus dal centro di Stoccolma, Hammarby Sjöstad è un quartiere localizzato nell’area Sud della capitale svedese.
Composto di circa 10.000 edifici, ad oggi rappresenta la meta di coloro che, addetti alle tematiche ambientali o meno, desiderano percepire e comprendere dal vivo come sia possibile che esista un quartiere autosufficiente al 100% dal punto di vista energetico grazie allo sfruttamento di fonti pulite e rinnovabili (con conseguente esponenziale aumento dei valori immobiliari).
Procediamo quindi con l’esposizione delle caratteristiche principali di questo gioiello urbanistico “made in Sweden”.
Sjöstad, che letteralmente significa “città d’acqua”, deve il suo nome non solo al fatto di trovarsi sulle rive del lago che bagna Stoccolma, ma soprattutto perché l’acqua rappresenta oggi la sua principale fonte energetica.
L’area su cui sorge Hammarby è una zona ex industriale che a partire dall’inizio degli anni 2000 è stata oggetto di un rilevante processo di riqualificazione basata sull’ambizioso obiettivo di sviluppare un modello di vita cittadina che riducesse del 50% le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 1990.
Indubbio è stato lo sforzo portato avanti dall’amministrazione cittadina per dotare il quartiere di approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili; nello specifico biomasse, biogas, pannelli solari, idrogeno e una centrale idroelettrica garantiscono agli oltre 8 mila appartamenti una copertura quasi totale del fabbisogno energetico.
A processo di riqualificazione terminato (anno di riferimento 2012), Hammarby Sjöstad ospiterà 20 mila abitanti ai quali vanno aggiunte ulteriori 10 mila persone che, secondo le stime, vi si recheranno ogni giorno per lavorare nella zona degli uffici (circa 200 mila mq).
Il piano di sviluppo comprende inoltre una chiesa, due scuole, asili nido, un pronto intervento, una biblioteca, centro sportivo e piste da sci.
In ogni modo, la vera particolarità di questo quartiere è rappresentata dal sistema di riciclaggio creato per convertire ogni rifiuto prodotto dagli abitanti in energia pulita pronta da utilizzare; in particolare:
- tutti gli edifici sono stati progettati con sistemi per la raccolta di acqua piovana; per l’orientamento degli edifici si è proceduto in modo da massimizzare la luce naturale all'interno e attraverso i spazi pubblici esterni come i parchi e i sentieri.
- tutti gli scarichi domestici sono convogliati in enormi cisterne nel sottosuolo dove, attraverso opportuni trattamenti, i liquami formano biogas immediatamente riutilizzato nelle cucine dei medesimi edifici, mentre i residui solidi vengono successivamente prelevati e trasformati in concime. Metà degli appartamenti di Hammarby sono dotati di questo tipo di cucine a gas. La trasformazione dei liquami prodotti dalle aziende agricole della zona contribuisce all’approvvigionamento di combustibile per autobus e autovetture.
- i rifiuti, opportunamente separati, vengono raccolti in cisterne sotterranee svuotate da enormi aspiratori e avviati al riciclaggio (evitando così antiestetici cassonetti e minimizzando i costi della raccolta)
- i rifiuti non riciclabili sono invece trasportati nel locale inceneritore. La loro combustione produce calore sufficiente a coprire il 47% del riscaldamento domestico. Il restante 50% viene fornito dalla combustione di olio biologico (16%) e dall’energia idrica prodotta dalle acque di scarico (34%).
- i fanghi prodotti servono da fertilizzante per gli orti e la foresta da cui è stato preso il legname per riscaldare ulteriormente le case.
- l’energia elettrica proviene da pannelli solari posti sui tetti degli edifici, in grado di garantire l’illuminazione pubblica e metà del fabbisogno di acqua calda per uso domestico.
Tirando le somme, Hammarby Sjöstad dispone di un sistema di riciclaggio a circuito chiuso, in cui gli abitanti “contribuiscono” fino al 50% dell’energia necessaria semplicemente producendo rifiuti, mente l’altro 50% deriva da altre fonti pulite: pannelli solari, centrali idriche e eoliche.
Nell’estate del 2005 è stata anche inaugurata una stazione di servizio per rifornire le prime auto a idrogeno, già in produzione in Svezia e che si vanno ad aggiungere agli autobus pubblici ecologici, con cui il Comune di Stoccolma sta gradualmente sostituendo i vecchi mezzi di trasporto (nel 2005 sono stati acquistati 160 autobus ad etanolo).
Vauban (Friburgo)
Come è potuto accadere che un’area localizzata a circa 5 km dal centro di Friburgo (Germania Sud-occidentale al confine con Francia e Svizzera) creata nel 1937 come centro di raccolta dei soldati della Wehrmacht di Adolf Hitler si sia potuta trasformare in quello che molti definiscono un “paradiso ecologico”, un quartiere di circa 5000 abitazioni ecosostenibili, un profilo sociale omogeneo, ma soprattutto dove è vietato tutto quello che ha quattro ruote e un motore?
Con la caduta del muro di Berlino e l’abbandono da parte dell’esercito francese, che l’aveva occupata a partire dalla fine del secondo conflitto mondiale, l’area di Vauban fu unita alla città di Friburgo nel 1994. Poco dopo un gruppo di ecologisti della classe media creò il Forum Vauban e cominciò a negoziare con l’amministrazione cittadina la possibilità di una nuova organizzazione urbanistico-edilizia dell’area, in primo luogo la realizzazione di case cosiddette “passive”. Come conseguenza di ciò la maggior parte degli alloggi del periodo nazista furono demoliti e vennero chiamate diverse equipe di progettisti per la ricostruzione secondo lo spirito della sostenibilità ambientale del movimento ecologista tedesco. Oggi la città di Friburgo è diretta da una coalizione di conservatori e di ecologisti, e questi ultimi hanno il maggior numero di seggi. A Vauban, in occasione delle ultime elezioni europee, il partito ecologista ha ottenuto più del 60%.
La prima fase di sviluppo è iniziata nel 2000 quando il Comune di Friburgo, con la collaborazione di un associazione di cittadini riconosciuta legalmente, ha dato il via al processo di pianificazione dell'intera area. Il gruppo di cittadini era composto da lavoratori a tempo pieno, professionisti e mirava a creare una comunità di Baugruppen (gruppi di proprietari). L'intento di partenza era quello di dare un senso di appartenenza fra i potenziali residenti e il risultato fu assolutamente radicale.
Vauban, con circa 5.500 abitanti in 2 km quadrati, è un esperimento avviato nel 2006 per realizzare una città a misura d’uomo, a partire dalla riduzione delle emissioni di gas serra e dai benefici ambientali e di salute che derivano dal non usare le auto. Ad oggi, nel vedere dal numero di persone che ci si è trasferito pur di abbandonare la macchina e avere una città a misura d’uomo, sembra che l’esperimento funzioni. Di fatto la città accoglie ogni giorno cinque o sei pullman di visitatori - che parcheggiano all'esterno. All'entrata un cartellone li accoglie: "Stiamo creando il mondo che vogliamo".
A Vauban non circolano macchine, ad eccezione della via principale dove passa il tram che porta al centro di Friburgo, ma il 70% delle famiglie non possiede alcun veicolo e il 57% abitava in un altro luogo prima di vendere la macchina e trasferirsi a Vauban. A Vauban ogni cosa è raggiungibile a piedi e le biciclette degli abitanti sono dotate di carrellini agganciati dietro per andare a fare la spesa. Quando l’auto serve per spostamenti o trasporti ingombranti, le famiglie acquistano macchine in comune o si servono di veicoli comunali in car sharing. Quasi 100 edifici del complesso di Vauban producono più energia di quanta viene consumata. Ogni aspetto sociale dello sviluppo è stato attentamente pianificato e comprende una cooperativa di negozi alimentari ed una cooperativa di agricoltori che organizza un mercato giornaliero.
In questa periferia di Friburgo, tappeti di fiori lussureggianti sostituiscono quello che normalmente dovrebbe essere parcheggiato davanti alle graziose case della classe media. Al posto di rombanti motori, gli abitanti ascoltano il canto degli uccelli. Il costo medio di un posto macchina è di 20mila euro, per questo il 57% degli abitanti ha venduto la propria macchina per avere il privilegio di vivere a Vauban. La maggior parte di loro si sposta in bicicletta o prende il tram che collega Vauban al centro di Friburgo. Poiché non ci sono automobili, gli urbanisti non hanno disegnato strade; infatti le vie sono lastricate o coperte di ghiaia, e i veicoli sono autorizzati solo per la consegna delle merci indispensabili.
Non avere la macchina è solo il punto di partenza di quella che è vista come una delle esperienze di vita ecologica più riuscita in Europa, un modello per il futuro. Con i suoi circa 5000 abitanti, le eleganti case di Vauban hanno larghi balconi e grandi porte-finestre che danno su tranquilli giardini. Si ha l'impressione di essere in una pubblicità di Ikea. Ma sotto l'apparenza di un tipico quartiere della classe media c'è una vera e propria eco-rivoluzione che può essere descritta nei seguenti termini:
- tutte le finestre sono dotate di tripli vetri e sistemi di ventilazione garantiscono il rinnovo dell'aria negli appartamenti.
- la maggior parte delle case ha pannelli solari e gruppi elettrogeni intelligenti che funzionano con segatura di legno e che producono calore ed elettricità. Inoltre, molte di queste abitazioni generano un surplus di elettricità che può essere rivenduto alle compagnie elettriche.
- per riscaldare un’appartamento di 90 mq è possibile arrivare a pagare appena D114 euro all'anno.
- non c'è bisogno di canalizzazioni per i bagni e le docce perchè i rifiuti sono trasformati in compost all’interno di bagni biologici e le acque nere sono filtrate e riutilizzate per il giardino.
- lo schema planimetrico del quartiere con l’intrecciamento di abitazioni, negozi e mezzi pubblici, permette ma al tempo stesso impone di non usare l’automobile: non esistono i box privati ed è vietato parcheggiare sia su proprietà privata, che in strada. Per raggiungere la propria macchina bisogna quindi andare fino a uno dei due parcheggi comunali che distano quasi mezzo chilometro dalle abitazioni.
Nel 2010 Vauban verrà presentato all’Expo di Shanghai. Questo quartiere è l’esempio di un fenomeno crescente in Europa, chiamato “Smart Planning”. Il distretto è organizzato in modo “sensibile agli spostamenti”: è abbastanza lungo e sottile, e viene attraversato da una linea di tram che si avvicina ad ogni abitazione. La strada principale, percorsa da questo tram, porta fino a Friburgo. Questa strada, insieme a qualche altra al confine del distretto, è l’unica ad essere aperta al traffico.
Se questo progetto si è sviluppato proprio nella patria delle Mercedes e delle autostrade perché non potrebbe funzionare anche altrove? Gli Stati Uniti stanno programmando una comunità ispirata a Vauban nei sobborghi di Oakland, in California. Negli anni ’50 l’American Dream era un modello per il mondo. Una grande casa isolata munita di garage per almeno due automobili. La macchina era essenziale quanto la casa. Adesso questi valori stanno cambiando a favore della diffusione di altri, i valori della sostenibilità ambientale e del risparmio energetico, valori questi che il modello Vauban sembrerebbe incarnare perfettamente.
Tuttavia anche in questa isola felice è possibile trovare delle criticità come ad esempio, sotto il profilo sociale, l'eccessivo monoculturalismo della classe media. Seduti fuori un ex edificio nazista riconvertito in ristorante biologico che serve ravioli alla ricotta e carne di struzzo, è difficile vedere un non europeo, un anziano o un povero. Secondo Wolfgang Konradi, animatore sociale intervistato dall’Indipendent, i ragazzi di Vauban si comportano come tutti i giovani della loro età. "Il problema è rappresentato soprattutto dai loro genitori. Vogliono che i loro figli siano dei cittadini perfetti". "Qui è molto bello", dice Ina, sua moglie. "Ma è come vivere in un bozzolo. Non vorrei passarci il resto della mia vita".
Portali web consultati:
http://www.genitronsviluppo.com/2008/07/30/3-esempi-di-eco-citta-hammarby-in-svezia-taos-nel-new-mexico-e-vauban-in-germania-architettura-sostenibile-energie-rinnovabili-strutture-economiche-avanzate-in-2-parole-sviluppo-sostenibile/
http://www.svedesidentro.it/community/2009/12/hammarby-sjostad-un-quartiere-del-futuro/comment-page-1/
http://www.terranauta.it/a1131/citta_ecologiche/rinunciare_alla_macchina_e_possibile_e_non_solo_in_citta.html
http://www.ecoblog.it/post/8592/lesperimento-di-vauban-una-citta-senza-automobili
http://www.presseurop.eu/it/content/article/43201-vauban-laboratorio-ecologico
Autore: Imprese Ambiente




