Erp: Francia e Italia promuovono le centrali nucleari di terza generazione
Erp: European pressurized water reactor
Pubblicato il: 07/08/2010
Quasi l’80% del consumo di energia della popolazione francese è soddisfatta dall’energia nucleare e ancora oggi si continua a costruire nuove reattori nucleari.
L’esempio più recente è dato dalla costruzione della nuova centralina nel comune di Flamanville, si tratta di un impianto dotato delle tecnologie di ultima generazione in grado di soddisfare grandi quantità di fabbisogno di energia.
Il reattore sarà terminato entro il 2012 ed avrà una potenza di circa 1.650 megawatt, ma la sua caratteristica fondamentale è quella di appartenere alle centrali nucleari di terza generazione, definite Erp: European pressurized water reactor.
In tali centraline il nocciolo viene raffreddato attraverso acqua naturale, per la combustione si utilizzano ossidi di uranio miscelati ed è possibile usufruire dello 0,8% dell’uranio naturale, rispetto allo 0,6% sfruttato dai reattori di seconda generazione.
Il calore prodotto dalla combustione viene trasferito in una massa d’acqua sotto pressione, facente parte di un primo circuito, successivamente viene mandato in un secondo circuito dove si trova altra acqua che si trasforma in vapore permettendo il movimento delle turbine che generano elettricità. In questo modo non avviene nessuno contatto tra l’acqua del primo circuito e l’acqua del secondo circuito, garantendo una raccolta più sicura dell’acqua radioattiva.
Il vapore viene riutilizzato allo stato liquido nel secondo circuito, dopo essere stato raffreddato da un flusso di acqua. Per tale motivo la posizione migliore di collocazione delle centraline è in luoghi dove è disponibile molta acqua di raffreddamento, come fiumi di grande portata o mari.
I vantaggi offerti dalla tecnologia Erp sono vari: dalla sicurezza, all’efficienza, alla maggiore competitività economica, però rimane ancora irrisolto il problema della produzione delle scorie.
La sicurezza è maggiore grazie ai sistemi di protezione di cui sono dotati: quattro sistemi d’emergenza in grado di refrigerare il nocciolo dopo lo spegnimento, protezione di metallo attorno al reattore per arrestare eventuali fuoriuscite di materiale radioattivo, area dedicata al raffreddamento passivo del materiale fuso, utilizzo di calcestruzzo armato per le pareti esterne, in grado di resistere a forti urti.
Esistono allo stesso tempo, ancora dei problemi legati alle centrali di terza generazione, quali lo smaltimento delle scorie prodotte, in quanto l’unica novità consiste nella possibilità di poter fare una separazione in base alla loro pericolosità, e la maggiore radiotossicità rispetto ai reattori attuali, dovuta alla produzione maggiore di energia che richiede la permanenza di materiale combustibile nucleare nel reattore per molto più tempo.
Nonostante questi problemi, la Francia continua a puntare sull’energica nucleare prevedendo, oltre che la costruzione della centralina di Flamanville, la realizzazione di un secondo reattore nel comune di Penly, i cui lavori partiranno nel 2010.
Inoltre la Francia provvederà anche a realizzare centrali nucleari in Italia, grazie all’accordo siglato tra le due nazioni, che prevede la collaborazione per lo sviluppo dell’energia nucleare e la costruzione, entro il 202,0 di quattro centraline di terza generazione nel territorio italiano.
Per approfondimenti sull’accordo sul nucleare tra Italia e Francia leggere gli articoli proposti nei seguenti siti web: www.repubblica.it, www.carta.org, www.effettoterra.org, www.ilsole24ore.com, www.corriere.it
Autore: Imprese Ambiente




