Inquinamento idrico : informazioni e notizie utili sulla salute delle nostre acque

Inquinamento idrico

Inquinamento idrico

Oggigiorno molte delle nostre azioni quotidiane, e non, provocano danni più o meno gravi all’ecosistema e all’ambiente, scatenando numerose forme di inquinamento pericolose per la salute nostra e per quella del nostro pianeta.
Le forme di inquinamento, come accennato, sono svariate e tutte altamente rischiose, ma tra le più pericolose c’è di sicuro l’inquinamento idrico!
 

Che cos’è l’inquinamento idrico?
L’inquinamento idrico è la contaminazione delle acque marine, delle acque interne superficiali (fiumi e laghi) e di falda.  Anche le acque sotterranee possono essere infatti soggette ad agenti inquinanti, nonostante siano protette da strati sovrastanti, che possono essere più o meno impermeabili.
L’inquinamento delle acque può avere diverse cause che ne provocano in molti casi l’inevitabile e compromettente alterazione.
Modalità d’inquinamento idrico
L’inquinamento idrico può avvenire essenzialmente in due modi : per via diretta e per via indiretta.
Nel primo caso si ha che le sostanze inquinanti vengono riversate all’interno dei corsi d’acqua in modo diretto, senza alcun tipo di depurazione preventiva.
Nel caso dell’inquinamento in forma indiretta, invece, gli inquinanti sono trasferiti nelle acque tramite suolo o aria. Un esempio può essere quello della pioggia che, filtrando nel terreno, trasporta sostanze dannose che inevitabilmente confluiscono nei corsi d’acqua e poi in mare.
Quali sono le principali cause?
Dopo aver illustrato quali sono le modalità di inquinamento idrico possibili, passiamo ora alle cause e ai fattori che lo determinano.
L’inquinamento dell’acqua può infatti dipendere da cause e fattori di natura estremamente diversa ma, ovviamente, quasi tutte riconducibili alla maldestra azione dell’uomo. Vediamoli insieme :
Inquinamento naturale  : tipologia di inquinamento non dipesa dall’uomo ma derivante da fattori naturali come frane, alluvioni, eventi atmosferici e stagionali. Questi eventi non causano alti livelli di inquinamento, l’acqua infatti nella maggior parte dei casi è in grado di autodepurarsi.
Inquinamento domestico :  l’alterazione dovuta a questa tipologia di inquinamento deriva da tutte le azioni svolte dall’uomo nella propria abitazione, nel proprio ufficio, ect... che necessitano dell’utilizzo dell’acqua.
Quindi comprende tutte quelle acque di scarico derivanti dal lavaggio delle stoviglie, dei pavimenti, delle lavatrici, con relativo contenuto di cibo, di sapone e di detergenti sintetici (detersivi) e dei prodotti finali del metabolismo umano. Il prodotto di tutte queste azioni va quindi a finire negli scarichi che, se non equipaggiati di idonei impianti di depurazione, riversano tutte le sostanze inquinanti presenti nei principali corpi idrici.  Il risultato di questa disattente gestione delle acque di scarico civile provoca seri problemi all’ambiente idrico, generando una serie di reazioni a catena molto dannose per i sistemi acquatici (un esempio è l’eutrofizzazione, causa della morte biologica di molti corsi d’acqua.)
Inquinamento industriale : l’attività industriale molto spesso è una tra le cause più gravi e incontrollate dell’inquinamento idrico. Molte industrie, infatti, ogni giorno scaricano nei corsi d’acqua grandi quantità di sostanze inquinanti non biodegradabili che inevitabilmente provocano gravi danni agli esseri viventi presenti e all’intero habitat, come la distruzione della fauna acquatica e vegetale, e in certi casi anche danni all’uomo e agli animali.
Tra le maggiori industrie inquinanti ci sono di certo quelle di natura chimica, che producono: acido solforico, soda, ammoniaca, acido nitrico, acido fosforico, cloridrico, cianidrico, carburo di calcio ecc.; altre industrie inquinanti, sono quelle che producono la plastica, esplosivi, pesticidi, saponi e detersivi.
Entrano a far parte della categoria delle aziende chimiche anche tutte quelle farmaceutiche, petrolifere, petrolchimiche, in quanto ognuna di esse scarica acque residue molto tossiche.
Inquinamento agricolo : la contaminazione derivante dalle attività agricole è legata all’uso, spesso eccessivo e scorretto, di sostanze fertilizzanti e pesticidi, ma anche dallo spandimento dei liquami prodotti dagli allevamenti.  Queste sostanze sono nella maggior parte dei casi idrosolubili e così penetrano nel terreno e si riversano inevitabilmente nella falda acquifera danneggiando minacciosamente la qualità delle acque sotterranee.
Principali tipologie di inquinanti
Le sostanze inquinanti che spesso raggiungono le nostre acque sono di diverso genere e natura. Tra le principali troviamo :
Inquinanti fecali : questi derivano dagli escrementi animali  e dai residui alimentari, in caso di grande presenza di questi possono generarsi microrganismi patogeni (tifo, colera, epatite virale, ecc.). Nei casi in cui le sorgenti di inquinamento fecale sono note, possono essere intraprese da parte delle autorità giuste azioni per prevenire danni all’uomo e all’ambiente : Protezione delle risorse idriche, Pianificazione di misure preventive e correttive e Valutazione dei Rischi di esposizione. 
Sostanze inorganiche tossiche : costituite dagli ioni dei metalli pesanti i quali sono in grado di bloccare l’azione catalitica degli enzimi dell’organismo determinando avvelenamenti o la morte di esseri viventi.
Sostanze inorganiche nocive : costituite dai fosfati ed i polifosfati presenti nei fertilizzanti, detersivi, composti fosforati ed azotati ed in alcuni scarichi industriali
Sostanze organiche non naturali: ne sono un classico esempio i diserbanti, gli antiparassitari, gli insetticidi, portano vantaggi all'agricoltura ma possono inquinare sia le acque che il suolo.
Oli liberi e emulsionanti : capaci di stratificarsi in superficie creando dei film oleosi impedendo la solubilizzazione dell’ossigeno nell’acqua.
Solidi sospesi: sostanze di diverso genere e natura che comportano l’intorpidimento dell’acqua impedendo alla luce solare di penetrare.
Calore, acidi e basi forti: dovuti prevalentemente agli scarichi industriali.
Cosa fare contro l’inquinamento idrico?
Come già accennato spesso è la natura stessa a prendersi cura di sé, le acque infatti in molti casi e quando possibile sono in grado di autodepurarsi in quanto ospitano al loro interno dei batteri in grado di decomporre le sostanze organiche provenienti dai resti di esseri viventi morti.
Ma contro il vero inquinamento idrico, quello realmente pericoloso per la salute di tutti gli esseri viventi, sono molte le azioni e le politiche che possono essere intraprese con successo dall’uomo. Innanzitutto le tutte le acque provenienti da aree residenziali ed industriali potrebbero passare attraverso depuratori i quali, tramite diverse fasi di trattamento, riuscirebbero a rendere una qualità decisamente migliore dei corpi idrici.
Altra risposta al problema derivante dall’inquinamento idrico dovuto all’agricoltura potrebbe essere quello di utilizzare sostanze meno inquinanti, che riuscirebbero a diminuire la contaminazione della falda e dei terreni. La conversione da un’agricoltura industriale a un’agricoltura biologica contribuirebbe infatti a ridurre la quantità di fertilizzanti presenti nei corpi idrici.
La biodiversità e l’inquinamento idrico
Molti studiosi hanno dimostrato che gli ecosistemi acquatici che hanno al loro interno un numero di specie maggiore, tendono a rimuovere maggiormente gli inquinanti presenti, molto più di quelli che ne possiedono un numero minore. La biodiversità, dunque, avrebbe un grande e notevole potere di auto depurazione per i corsi d’acqua, e, secondo diversi studi riuscirebbe effettivamente a diminuire i livelli di inquinamento presenti. A testimoniarlo è Bradley J. Cardinale dell’Università del Michigan il quale ha recentemente redatto un interessante studio che afferma proprio quanto detto. Il lavoro dello studioso ha infatti dimostrato che le alghe sono in grado di catturare gli inquinanti e rimuoverli così dall’acqua. Ogni specie di alghe è evoluta e adattata a diverse condizioni ed occupa quindi un habitat unico all’interno di un corpo idrico. Maggiore è il numero di specie di alghe presenti in un flusso d’acqua e maggiore è il numero degli inquinanti che questi microrganismi possono togliere dall’acqua. Le variabili che possono influenzare il contenuto degli inquinanti nelle alghe sono numerose, ovvero : sesso, età dell’individuo, grandezza, ect... .
Riferimenti legislativi per l’inquinamento idrico : il decreto Legislativo 152/99
L’Italia ha recepito quanto espresso dalle Direttive Europee 91/271 e 91/676, rispettivamente sul trattamento delle acque reflue urbane e sull’inquinamento da nitrati, con Il DL 152/99, ovvero il famoso decreto Ronchi.
L’allegato I introduce e presenta interessanti aspetti del problema, sottolineando soprattutto l’importanza della pianificazione e delle politiche di intervento.
Le principali novità sono : inserimento di standard qualitativi, definizione di obiettivi  di qualità (di medio e lungo periodo) da raggiungere e individuazione dei principali corpi idrici con conseguente definizione del relativo stato di qualità.
Quest’ultimo viene stabilito sulla base delle caratteristiche chimiche ed ecologiche rinvenute in ogni corpo idrico, determinato in conseguenza di analisi rivolte ad individuare la presenza, più o meno forte, di sostanze ed elementi tossici. Per la definizione dello stato ecologico si ricorre all’utilizzo di indicatori biologici in grado di rilevare la reale qualità del corpo idrico.   
Quanto sono inquinanti i fiumi italiani?
Negli ultimi tempi l’allarme dovuto all’inquinamento idrico è cresciuto e a testimoniarlo ci sono documenti e dossier dove si evince che molti dei corsi d’acqua presenti in Italia sono altamente contaminati.
A precisare che 26 corsi d’acqua su 30 nella nostra penisola sono inquinati è stato il dossier sulla salute dei fiumi realizzato da 600 volontari che hanno amaramente constatato che solo 4 corsi sui 30 esaminati possono considerarsi “puliti” e in salute. Tra questi c’è : Melfa, in Lazio, Tagliamento in Friuli Venezia Giulia, Angitola e Ciane in Calabria.  Il dossier è stato presentato nell’ambito del Convegno Fiumi d’Italia tenutosi a Roma lo scorso 27 gennaio.  In tale importante occasione il WWF ha siglato un accordo con i pescatori e gli ambientalisti dello Spinning Club Italia per la tutela dei fiumi contro l’inquinamento idrico.
 
FONTE : ecologiae.com, inftube.com, legambiente.it


Autore: