Inquinamento da traffico

Inquinamento da traffico

Nei centri urbani delle nostre città, il superamento dei limiti delle PM10, ovvero di quei componenti microscopici costituiti da polvere, fumo e particelle liquide derivate dalla trasformazione di gas composti dell’azoto e dello zolfo, presenti nell’aria antropizzata in quantità variabili, è sempre più frequente
Il  Biossido di Zolfo, il Monossido di Carbonio, l’Ossido di Azoto, l’Ozono, gli Idrocarburi, sono prodotti dal traffico e dalle attività umane legate a processi di combustione e contribuisco enormemente all’inquinamento dei centri cittadini dove si ha la massima concentrazione della mobilità urbana.
Secondo un rapporto di Legambiente, in Italia, 58 città su 88 monitorate superano il limite previsto dalla legge. Mentre si prevede un massimo di 35 giorni di superamento all’anno, a Napoli, Torino, Ancona, Milano e Roma si hanno più di 70 superamenti del limite medio giornaliero ammesso.

Quando, a causa delle condizioni atmosferiche e climatologiche, le particelle più piccole rimangono in sospensione aerea per qualche settimana, i problemi igienico ambientali diventano più evidenti e da non sottovalutare.
In proporzione alla loro dimensione le particelle penetrano nell’apparato respiratorio e a causa della tossicità delle sostanze chimiche ad esse aderenti, possono provocare, nell’immediato, fenomeni dannosi per la salute: allergie, irritazioni respiratorie, broncocostrizioni, problemi cardiovascolari.
Le emissioni inquinanti aumentano il rischio di morte per infarto e per ictus specialmente negli anziani. Rapporti dell’istituto Superiore di Sanità mettono in relazione l’aumento di tumore polmonare e leucemia infantile con l’inquinamento atmosferico urbano ed in particolare con quello dovuto al traffico veicolare.
Il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico delle città si realizza con le centraline automatiche di rilevamento. Queste misurano le concentrazioni di inquinanti in campioni di aria con cadenza giornaliera e possono dare indicazioni su un eventuale stato di attenzione o di allarme e quindi sollecitare la necessità di un piano di intervento operativo. Quando si superano i limiti normativi di riferimento per ogni tipo di inquinante, si stabilisce il Livello di Allarme (minimo, intermedio e massimo) in base al quale sarà necessario attivare una serie di provvedimenti che vanno dal blocco orario degli autoveicoli non catalizzati , al blocco comunale proporzionato alla gravità dell’evento.
L’attuazione dei blocchi della circolazione, le targhe alterne, la limitazione della mobilità privata non sembrano in ogni caso azioni che possano risolvere radicalmente il problema di questo tipo di inquinamento; questo va risolto con l’avvio di politiche strutturali che implicano strategie per nuove soluzioni di mobilità e per una più stretta collaborazione con le case costruttrici di automobili.
Il primo intervento verso una mobilità urbana sostenibile sarà quello di potenziare, attraverso un piano urbano della mobilità, il trasporto pubblico locale con corsie preferenziali, limitazioni della circolazione veicolare, politiche di tariffazione di pedaggio e di parcheggio. Sarà inoltre fondamentale la realizzazione di percorsi casa-scuola, casa-lavoro, la costruzione di piste ciclabili con l’attivazione, per esempio, del bike sharing che permette la condivisione della bici o del park and ride che, pagando una tariffa di parcheggio, consente di arrivare gratuitamente in centro con una navetta o del car sharin che permette all’utente di accedere ad un insieme di auto condivise.
Per quanto riguarda le nuove tecnologie applicate alle auto, attualmente sono innovativi i motori ibridi che constano di un motore elettrico e di un motore  tradizionale. Il motore termico genera energia elettrica che si immagazzina in batterie ed alimenta il motore. Questi veicoli possono trasformarsi in veicoli a emissioni zero quando il motore termico è spento ed il motore elettrico è alimentato solo dalle batterie.
Le grandi case automobilistiche inoltre si stanno impegnando a fondo per realizzare prototipi di auto ecologiche che utilizzeranno l’idrogeno come vettore energetico per svincolarsi dal petrolio.
Si prevede per il 2015 la realizzazione di un buon numero di macchine a celle a combustibile quando sarà possibile approntare una rete per l’adeguata distribuzione dell’idrogeno.
 


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