Novità legislative nel campo della gestione e recupero di Rifiuti di Apparecchiature Elettroniche
Legge per rifiuti elettronici
Pubblicato il: 15/09/2010
Oggi disfarsi di elettrodomestici, impianti elettronici ed apparecchiature tecnologiche è un’operazione semplice, che può avvenire nel totale rispetto dell’ambiente e della salute pubblica. Ciò grazie alle recenti normative emanate in Italia in tema di gestione di rifiuti definiti RAEE: Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.
Con il nuovo decreto sul riciclo e sulla gestione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, approvato dal Ministero della Tutela del Territorio dell’Ambiente e del Mare, ed entrato in vigore l’1Gennaio 2008, la gestione dei RAEE è affidata alle aziende produttrici e non più ai Comuni, in modo da sgravare dalla spesa pubblica il costo per la raccolta e il trattamento di tali rifiuti.
Quindi se vogliamo disfarci di un vecchio apparecchio basta recarsi in una eco-piazzola per la raccolta di rifiuti speciali, successivamente i RAEE saranno gestiti e recuperati da consorzi o società collettive di produttori, i quali li prelevano periodicamente, li trasferiscono in centri di riciclaggio e si occupano anche della loro gestione nel pieno rispetto delle norme di sicurezza ambientale.
La quota di rifiuti che i produttori devono gestire viene determinata in base alla tipologia di RAEE, infatti questi vengono raggruppati nei centri di raccolta in relazione alla categorie di appartenenza, ad esempio televisori e monitor, oppure frigoriferi e condizionatori, sorgenti luminose, etc.., da questi rifiuti vengono recuperati diversi materiali come alluminio, ferro, vetro, rame e anche argento ed oro.
Esistono vari consorzi in Italia che si occupano dello smaltimento dei RAEE, di seguito sono disponibili alcuni link dove troverete le aziende impegnate in questo settore e quali sono le loro attività svolte: www.ecoem.it, www.cdcraee.it, www.raecycle.it, www.consorzioremedia.it, www.ecorit.it.
La norma è finalizzata ad una maggiore tutela della salute dei consumatori e dell’ambiente, assicurando il riciclo di tali rifiuti che possono essere molto nocivi: ad esempio il frigorifero contiene CFC, cadmio, e mercurio, sostanze molto inquinanti e pericolose per la nostra salute. Inoltre si cerca di garantire che gli elettrodomestici e apparecchi elettronici vengano smaltiti in modo sicuro e che siano recuperati materiali e parti ancora utilizzabili: ad esempio molti apparecchi contengono oro e secondo alcuni studi, dall’hardware è possibile ricavare più grammi di oro di una miniera tradizionale.
L’obiettivo specifico della nuova disciplina è quello di incrementare la raccolta medio pro-capite degli RAEE arrivando a 4 kg per abitante all’anno, con un recupero o reimpiego dal 50% all’80%, considerando che nel nostro paese ogni cittadino produce più di 14 Kg l’anno di rifiuti elettrici e tecnologici e che secondo dati forniti dall’APAT ne vengono recuperati solo 1,15 kg all’anno per abitante.
Se invece acquistiamo un nuovo apparecchio, il punto vendita è obbligato a ritirare quello vecchio gratuitamente e portarlo nelle piazzole ecologiche, secondo la regola dello scambio 1 a 1, previsto con il D.M. entrato in vigore l’8 marzo 2010: per approfondimenti leggere l’articolo su www.greenme.it.
Per consultare l’intero testo del decreto ministeriale sulla gestione dei RAEE cliccare sul sito www.minambiente.it, per ulteriori informazioni sui leggi e norme inerenti cliccare i seguenti link: www.pubblicaamministrazione.net, www.registroaee.it, www.tv.camcom.it, www.sistri.forumattivo.com, www.lifegate.it. www.tuttoambiente.it
Autore: Imprese Ambiente
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