Mare Nostrum 2010

Qual è lo stato di salute dei mari italiani? Dati preoccupanti dal dossier Mare Nostrum 2010

Mare Nostrum 2010

Pubblicato il: 27/08/2010

Arriva l’estate e le spiagge si popolano di tanta gente, ma quali sono le condizioni dei nostri mari italiani? Ogni anno a svelarci lo stato di salute del mare e delle coste italiane è il rapporto Mare Nostrum effettuato da Legambiente, quest’anno pubblicato in occasione della partenza dell’imbarcazione Goletta Verde, che effettua il monitoraggio delle acque dei nostri mari.
I risultati del rapporto 2010 non sono per niente buoni: rischi alti per le aree di pregio ambientale, le piccole isole e le coste, a causa di problemi quali l’inquinamento e il fenomeno dell’abusivismo.

Quest’anno diversi i casi tratti di mare non balneabili, a causa di rifiuti dannosi per la salute e maleodoranti, dovuti a scarichi fognari abusivi e mancanza di depuratori. Tutti fattori che insieme agli idrocarburi hanno fatto aumentare il tasso di inquinamento ben del 45% rispetto all’anno precedente. In compenso, nel 2009, sono diminuiti del 40% i reati commessi tra la costa il mare, soprattutto nel campo della pesca e della nautica da diporto.
Un fattore che incide fortemente sulle gravi condizioni dell’ecosistema marino è il forte abusivismo edilizio,  che è cresciuto del 7,6% , il quale causa scarichi fognari illegali, danni alla coste e inquinamento dell’ambiente, si tratta di un grave problema difficile da eliminare. A ciò si aggiunge la mancanza di sistemi di depurazione: il 30% della popolazione italiana non dispone di depuratori per le acque reflue, mentre il 15% non può usufruire di una rete fognaria. Il caso più critico è rappresentato dalla Regione Sicilia, terra di tante bellezze ma di altrettante difficoltà: qui2,3 milioni di cittadini riversano i propri scarichi non depurati nel mare, i risultati sono evidenti e inammissibili.
Nella classifica del peggiore sistema di depurazione segue la Campania, quasi 2 milioni di cittadini non dispongono di rete fognaria, poi il Lazio e la Toscana, con circa 1,4 milioni di persone non coperte dal servizio di depurazione. A causa di questo forte deficit, che coinvolge ben 178 comuni medio - grandi, l’Italia ha in corso una procedura d’infrazione europea per il mancato trattamento delle acque reflue.
Rispetto all’anno precedente sono aumentati anche i sequestri, si parla di un 46,2% e di 8.937 infrazioni, accertate soprattutto nelle regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, seguita dalla Puglia , dalla Sicilia e dalla Calabria.
A questi problemi che affliggono i mari italiani, si aggiunge un nuovo fattore inquinante, si tratta delle trivellazioni per la ricerca di petrolio, che attualmente riguardano 76 aree concentrate nel mar Adriatico, nello Ionio e nel Mediterraneo davanti la Sicilia meridionale ed occidentale.
Le aree coinvolte, in totale occupano 39 mila Kmq, rappresentano per lo più siti di elevato valore ambientale con ecosistemi a rischio, che non potrebbero essere investite da attività di ricerca di idrocarburi, ma piuttosto vanno tutelate per la loro fragilità ambientale. Attualmente, secondo il dossier Mare Nostrum, sono stati rilasciati 24 permessi, per un totale di 11 kmq da sottoporre a trivellazioni, di cui il più recente è stato rilasciato alla Shell Italia per attività di ricerca nel golfo di Taranto.
Sotto accuse quindi anche le società energetiche, che minacciano di deturpare gran parte del patrimonio marino italiano, infatti dal 2008 sono state presentate altre 41 domande per attività di ricerca di petrolio.
Legambiente ci fornisce un quadro dei mari italiani molto allarmante: dati in forte crescita con anche nuovi rischi, come appunto le trivellazioni petrolifere, danni per le specie animali e vegetali marine, per i balneanti e per l’ambiente in generale. Così con il passare degli anni rischiano di aumentare sempre di più i siti con divieto di balneazione, già oggi nella provincia di Caserta di Caserta solo il 35% della costa è considerato balneabile, a causa delle mancanza di adeguati sistemi di depurazione.
Il dossier Mare Nostrum 2010 è disponibile sulla pagina web: www.legambiente.eu/documenti/2010/dossier_vari/mareUltimo.pdf
Per ulteriori approfondimenti leggete gli articoli sull’argomento pubblicati nei seguenti siti:
www.ilsostenibile.it, www.repubblica.it, www.clandestinoweb.com, www.alternativasostenibile.it


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