Si apre l'era dei supermercati ecosostenibili
Supermercati ecosostenibili
Pubblicato il: 27/08/2010Quando facciamo la spesa cerchiamo di stare attenti ai prodotti che compriamo, ma oggi bisogna fare attenzione anche alla struttura in cui facciamo i nostri acquisti. Infatti si sta aprendo l’era dei supermercati ecosostenibili, il cui scopo è quello di evitare sprechi e ridurre i consumi energetici al fine di contribuire a migliorare l’ambiente.
I primi supermercati sostenibili in Italia furono lanciati dalla Coop ( www.e-coop.it), azienda che ha adottato diverse misure utili alla riduzione del consumo di energia e per la promozione di prodotti ecologici, come ad esempio detersivi ecologici distribuiti con erogatori automatici
Alcuni esempi sono la Coop a Ponte di Greve, l’Ipercoop di Rimini, di Ascoli Piceno e Sesto Fiorentino, dove attraverso ampie vetrate si cerca di sfruttare al massimo la luce naturale, esiste un controllo elettronico della luce artificiale, sono stati installati pannelli fotovoltaici la cui energia viene utilizzata per ricaricare i veicoli elettrici negli appositi parcheggi, è stato inserito un sistema di condizionamento e riscaldamento ottimizzato, i frigoriferi utilizzano gas non dannosi per lo strato di ozono e viene effettuata la raccolta delle acque meteoriche, riutilizzata per innaffiare i giardini e per gli scarichi dei servizi igienici.
Di recente anche la catena di supermercati Unes e la Sma hanno avviato l’apertura di supermercati ecosostenibili, attenti a mettere in atto piccoli e grandi accorgimenti fondamentali per ridurre gli sprechi.
L’Unes ha inaugurato da pochi giorni un nuovo ipermercato ecosostenibile a Monza, caratterizzato dalla presenza di un sistema di illuminazione ottimizzato in grado di regolare la luce nei vari reparti, in modo da limitare i consumi annui di corrente elettrica del 42%, grazie anche all’utilizzo di banconi frigo con ante di chiusura.
Tale struttura si distingue per l’utilizzo di materiali riciclati: carrelli per la spesa ottenuti da 25 mila bottiglie in Pet, cestelli e divisori nei banchi frigo realizzati con bottiglie e tappi di plastica riciclati e possibilità per i clienti di riciclare le bottiglie, grazie alla disponibilità di una macchina per la raccolta di Pet.
Inoltre vengono venduti detersivi sfusi che si possono raccogliere grazie alleapposite bottiglie di plastica riciclata messe a disposizione dei clienti; tubetti dentifrici di minimo 100 ml e confezioni di caffè a grandi formati, al fine di limitare la produzione di imballaggi e materiali di confezionamento; lampadine a basso consumo e sacchetti biodegradabili.
I sacchetti di plastica sono stati sostituiti da borse in TNT (tessuto - non tessuto, i fornitori di tale materiale sono disponibili alla pagina web www.tessuti.europages.it) e da sacchetti biodegradabili formati da materiale ottenuto da fibra di mais (Mater Bi) utilizzabili per la raccolta dell’umido, vedi il sito www.quibio.eu.
E’ possibile anche acquistare prodotti del mercato equo e solidale, grazie all’ampio spazio dedicato alla vendita di prodotti della catena “Altro mercato”, che commercializza alimenti tipici importanti dai paesi del sul del mondo. Per conoscere tali prodotti visitate il seguente link: www.altromercato.it
Come l’Unes anche l’azienda Sma (www.simplymarket.it/), ha dato vita ad un supermercato green a Brescia, dove gli scaffali sono stati ottenuti dal riciclo di bottiglie di plastica, la copertura delle piastrelle del pavimento è ricavata dalla polvere di neon scarichi e i banconi del pane dal legno riciclato. Stiamo parlando della Simply Sma, struttura che comprende pannelli fotovoltaici utilizzati per illuminare il parcheggio, impianti frigoriferi ottimizzati, raccolta dell’acqua piovana. Anche qui vengono venduti prodotti sfusi, alimenti di produzione locale e biologici, inoltre i prodotti in scadenza vengono dati a delle associazioni Onlus.
Anche la catena Crai (www.crai-supermercati.it) ha realizzato 25 Eco Point, si tratta di punti vendita dove sono stati aboliti carta, scatole, bottiglie, tutto viene venduto alla spina, in modo da ridurre l’accumulo di rifiuti di imballaggio, che in Italia se ne stima una quantità di 12 tonnellate l’anno.
Autore: Imprese Ambiente
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