Fotovoltaico a terra in zone agricole

Ma quanto incide sull'uso del suolo?

Fotovoltaico a terra in zone agricole

Il crescente sviluppo del fotovoltaico rende sempre più pressante ed attuale il problema del rapporto tra le Fonti Rinnovabili e l’uso del suolo. I campi fotovoltaici di grandi dimensioni realizzati a terra sorgono spesso in aree agricole, su terreni dalle grandi potenzialità produttive, ricchi dal punto di vista del valore commerciale e delle qualità paesaggistiche.


Se consideriamo che negli ultimi 40 anni l’Italia ha perso oltre 5 milioni di ettari di terreni agricoli diviene allora necessario salvaguardare al massimo la poca quantità di terreno fertile rimasto disponibile.

Linee Guida del Ministero dello Sviluppo Economico vincolano la scelta dell’ubicazione degli impianti per la produzione di energia elettrica alla tutela dell’ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico ed artistico, delle aree di specifico interesse agricolo. In particolare: si dovrà tenere conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale". Deroghe specifiche potranno riguardare impianti a supporto di aziende agricole o di distretti rurali perimetrali.

Il Consiglio Regionale della Toscana ha, in questi giorni, approvato la Legge sull’istallazione di impianti di produzione di Energia da Fonti Rinnovabili, individuando in maniera puntuale le norme ed i vincoli che  regolano la scelta dei siti per l’inserimento sul territorio dei campi fotovoltaici o delle wind farms. La localizzazione dei siti marginali e degradati da rivalorizzare, la classificazione degli invasi territoriali e paesaggistici, la riduzione delle distanze da 200 a 100 metri per impianti tra i 20 e i 100 KW di potenza.

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