I Materiali per la Bioedilizia

I Materiali per la Bioedilizia I MATERIALI
I materiali con cui vengono costruite le case in bioedilizia sono sostanzialmente quelle dei tre porcellini: paglia, legno, mattoni. Certo, se combinati c’è qualche garanzia in più che non brucino e non vengano spazzati via da una raffica di vento!
Le case moderne in legno strutturale possono avere un telaio in listelli di legno di dimensioni unificate, come nel sistema Platform Frame, in cui una fitta maglia modulare costituisce struttura portante e insieme supporto per il tamponamento delle pareti – con pannelli in legno e isolamento in fibra di legno – oppure essere realizzate con veri e propri “mattoni” in legno. Nel primo caso la maggior parte della costruzione avviene ormai in officina, e l’assemblaggio delle pareti in cantiere; nel secondo la costruzione  “a secco” viene realizzata direttamente in cantiere, e non richiede l’uso di particolari macchinari, ma soltanto una buona esperienza con i ….Lego!
Ormai sfatato il luogo comune secondo cui il legno sarebbe pericolosamente soggetto a incendio (ricordo che a parità di portata strutturale, una trave in legno resiste al fuoco più a lungo di una trave in acciaio, bruciando lentamente e senza “tracollo” come nel caso dell’acciaio), il legno ha anche un’ottima risposta alle sollecitazioni sismiche, per merito della sua elasticità…a patto ovviamente che i “nodi” strutturali vengano realizzati correttamente.
Particolare intelaiatura in legno (obbligatoria in Italia) viene fatta per le case in paglia, realizzate con spesse balle di paglia pressata, notevolmente resistente a sollecitazioni meccaniche e anche al fuoco. Con un intonaco (in terra cruda o calce) spesso 3 cm è possibile ottenere una classificazione antincendio in classe A. Certo, se il porcellino della fiaba avesse pensato ad ancorare la casa a fondamenta, avrebbe evitato che volasse via!
Per chi preferisce “investire nel mattone” in senso stretto, ampia scelta tra mattoni in terra cruda, laterizi porizzati con farina di legno, mattoni in argilla cotta, e per i meno “talebani” blocchi in calcestruzzo cellulare (cemento di provenienza certificata).

MATERIALI DA ISOLAMENTO
In alcuni casi (paglia, mattoni porizzati, ecc. ) coincidono con le murature. In bioedilizia gli isolamenti utilizzati sono in fibra di legno, canapa, sughero, lana di pecora, fiocchi di cellulosa riciclata, argilla espansa. Hanno un elevato potere isolante ma soprattutto un’elevata traspirabilità, igroscopicità e inerzia termica. Ecco perché il comfort ottenuto con questi materiali non è nemmeno paragonabile al corrispettivo in EPS! Materiale di tutt’altro tipo, ma con buone caratteristiche, il calcio silicato, disponibile in pannelli, leggero e facilmente applicabile, ideale per realizzare un cappotto termico.

MATERIALI DA FINITURA
L’intonaco in terra cruda la fa da padrone per la capacità di regolazione dell’umidità interna degli ambienti, oltre alla caratteristica di trattenere il calore e rilasciarlo gradatamente, contribuendo quindi a mantenere confortevolmente la “temperatura di sensazione” ideale, che solo scaldando le superfici (pareti, pavimenti o soffitti), anziché l’aria, riusciamo a ottenere. Ideale quindi per le finiture interne, per le quali è possibile colorarla “in pasta”, evitando quindi la successiva pittura.
La calce naturale, chiamata commercialmente “biocalce”, viene usata come legante per le malte e sotto forma di grassello di calce per le finiture, colorata con pigmenti minerali. Una finitura particolarmente estetica, di origine marocchina è il Tadelakt, un impasto di calce idrata, acqua e pigmenti colorati, lavorato prima a spatola e poi lisciato con pietre di fiume, particolarmente adatta per bagni e cucine, essendo impermeabile…ma se non avete un amico marocchino che lo sappia realizzare…lasciate perdere! Potete sempre optare per il “pastellone alla veneziana”.
Le pitture murali possono essere a base di caseina, calce, gesso, resine naturali e coloranti minerali, naturalmente diluibili con acqua. Per il trattamento e la finitura del legno vengono usati sali di boro, resine vegetali, olio di lino cotto, cera d’api.

PAVIMENTI
Cotto (particolarmente adatto sopra un impianto a pavimento radiante), legno, fibre vegetali (cocco, sisal), linoleum, battuto di cocciopesto o pastellone alla veneziana.
 


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