Come montare sul tetto un impianto fotovoltaico

Autore: Edoardo Boasso

Come montare sul tetto un impianto fotovoltaico Se avete deciso di montare un impianto fotovoltaico sul tetto della vostra casa, questo articolo spiega brevemente e chiarisce i vantaggi e le modalità di installazione per raggiungere il vostro obiettivo ed ottenere il massimo rendimento in termini economici ed energetici.

Come è risaputo, i pannelli solari permettono di trasformare la radiazione termica in energia elettrica in completa autonomia sfruttando una fonte di calore inesauribile, il Sole. L’installazione di pannelli solari, oltre a prevedere un notevole risparmio economico, sono un’ottima fonte di guadagno. E' possibile infatti vendere l’energia elettrica prodotta in sovrabbondanza ad una delle maggiori aziende produttrici.

Per installare dei pannelli solari è ovviamente necessario affrontare un investimento economico cospicuo, che nel corso di pochi anni sarà ammortizzato. In Italia, infatti, ad oggi i tempi di rientro dell'investimento sono compresi tra i 7 e i 10 anni, a seconda di alcune variabili da considerare. Una volta ricoperta la spesa si potrà riscontrare un risparmio netto interessante, che, ad esempio, per un certo utente con consumi pari a 4.000 kWh all'anno può essere di oltre 700 euro l'anno e per uno con consumi più bassi (circa 3000 kWh/anno) , si aggira intorno ai 500 euro l'anno.

Andiamo ora a vedere come installare un impianto fotovoltaico utilizzando il tetto della propria abitazione.
Partiamo dal presupposto che la potenza elettrica ottenuta dai pannelli montati sul tetto è direttamente proporzionale all'esposizione che esso avrà rispetto alla direzione dei raggi solari. Maggiore, quindi, sarà la parte colpita, maggiore sarà la produzione.
In generale, poichè l'impianto va realizzato su misura a seconda delle disponibilità e della volontà dell'utente, a parità di consumo basterà un impianto di piccole dimensioni (e dunque meno costoso) per chi risiede in zone con una maggiore esposizione. Per esempio, un utente che consuma 4.000 kWh/anno, se vive al Sud, dovrebbe optare per un impianto di circa 2,75 kWp (kilowatt di picco), mentre la stessa utenza al Nord dovrebbe scegliere un impianto di circa 3,5 kWp. 

Per fare una stima concreta della produzione del nostro impianto, oltre che della latitudine e della radiazione solare disponibile , dovremmo tener conto di altri fattori. Ad esempio bisognerà vedere se il nostro tetto è esposto perfettamente a Sud e se permette (con le sue caratteristiche e le sue condizioni) il montaggio dei pannelli con la giusta inclinazione. Alle nostre latitudini, moduli inclinati oltre i 30° producono meno di quelli inclinati sotto i 30°. In generale quindi, più i moduli sono inclinati e meno producono. Moduli inclinati a 90°, quindi verticali, perdono, infatti, circa il 30% rispetto alla condizione ottimale.  Ad ogni modo, per migliorare il rendimento dell’impianto, è possibile utilizzare dei supporti specifici che consentono di orientare al meglio l’intero sistema.

Per quanto riguarda il dimensionamento, esso è una questione variabile che dipende da diversi fattori, tra cui l'architettura e la struttura della casa (e quindi del tetto) , la località, il clima e i consumi medi di chi ci abita. In media, possiamo dire che servono un minimo di 8 m² e un massimo di 12 m², di moduli monocristallini o policristallini, per ogni kW (kilowatt) di potenza installato (nel caso di un impianto domestico medio sono necessari 3 kW totali). Per chiarire, quindi, per una famiglia di circa 3-4 persone, occorrono più o meno 24 m² di pannelli solari.
Il secondo passaggio riguarda il fissaggio dei moduli che dovrà essere compiuto tramite dei tasselli di ancoraggio, che prevedono nella maggior parte delle volte, la foratura del tetto stesso. Questa operazione, essendo molto delicata, dovrà essere effettuata in maniera molto accurata , altrimenti si potrebbe incontrare il rischio del filtraggio dell'acqua in condizioni di pioggia che crea danni notevoli all’intera abitazione.
I metodi di fissaggio anch'essi variano in base alla conformazione del tetto. Si può quindi passare, come detto in precedenza, dai tasselli di ancoraggio, alle staffe o ancora al caricamento dell'intera struttura con calcestruzzo o ghiaia.

Una volta che i pannelli solari sono stati fissati sul nostro tetto, è necessario mettere a punto un inverter che converti la corrente (continua) in entrata, in corrente (alternata) in uscita. 
E’ fondamentale a questo punto installare anche un interruttore in modo da poter gestire a proprio piacimento il flusso di corrente e regolare la quantità di kilowatt in base alle proprie necessità casalinghe.

La manutenzione
La manutenzione di un impianto fotovoltaico domestico non è particolarmente complicata. La sporcizia dei pannelli è una delle cause più comuni di riduzione del rendimento e di produzione dell’energia. Come le polveri, anche la pioggia o ad esempio la formazione di polline, può creare uno strato sottile di ombra sul pannello che ne riduce l’efficienza. Per questo è necessario procedere periodicamente alla pulizia dei moduli, con la strumentazione adeguata (in commercio esistono appositi kit). Inevitabile è invece la fine del ciclo di vita delle attrezzature elettroniche che permettono il funzionamneto dell’intero impianto, come ad esempio l'inverter o le batterie. Per questi elementi è necessario operare la sostituzione, una o due volte, ogni venti anni.

Infine, ovviamente, bisogna ricordare che servono autorizzazioni dell’ufficio comunale per installare un impianto fotovoltaico.